IL TEMPO DELLA PARTECIPAZIONE: LE VOSTRE VOCI DALLA PACE
I pensieri dei nostri lettori raccolti diventano un messaggio per tutti
Mina Felici 05/10/2025 2
Nel precedente articolo, il tempo della partecipazione, avevamo chiesto ai nostri lettori di esprimere il loro pensiero nel merito. Pubblichiamo qui, di seguito, quanto ci è pervenuto e continueremo, in altri articoli, a pubblicare quelli che ci perverranno. Un grazie a chi crede nel potere della parola e la condivide.
SILVANA Se il pianto di un bambino non fa più rumore vuol dire che il mondo è diventato sordo: non c'è bisogno di bandiere. Non serve essere palestinesi per sentire il dolore. Non siamo esseri umani se siamo sordi al pianto di un bambino, non siamo più esserj umani se siamo indifferenti alle mutilazioni di bambini e giovani, non siamo più esseri umani se siamo assenti di fronte al dolore di tante mamme che perdono i loro figli. Siamo umani, alziamo lo sguardo , alziamo la voce per Gaza.
IRENE le madri in guerra: non bastano le difficoltà 'normali' della vita: finanziarie, di salute, psicologiche....no, anche vedere i propri figli morire per un motivo inspiegabile, per una ingiustizia totale e totalizzante; il che fa di queste madri, se riescono a sopravvivere, delle eroine senza merito, delle donne a cui devo sempre tutta la mia compassione e solidarietà. Il cuore mi si stringe nell'abbraccio che mando loro. "Cercate di sopravvivere, madri nella guerra. Siate testimoni della scempio, se ce la fate. Ve lo auguro dal profondo del mio cuore pieno di lacrime."
GIGI
Vedo per strada un povero cane: zoppica, appesantito dall’obesità e dagli anni. Più persone si fermano, con il cuore strizzato per le sofferenze del povero animale. Anch’io ho sofferto per la morte di Ashley e mai avrei creduto di poter provare così tanto dolore per la fine di un cane.
Ma a tanta umanità canina oggi si contrappone la nostra quotidiana indifferenza sociale:
se invece del cane ti trovi davanti un vecchio cadente, è difficile vedere qualcuno che si ferma.
La metà di una nazione non va a votare, nessuno si adira di fronte alle tracotanti dichiarazioni di vittoria degli eletti.
Nessuno si ribella quando le istituzioni, con nuovi divieti, scaricano sui cittadini le colpe della loro cecità.
Siamo stati capaci di trasmettere ai nostri giovani la nostra sfiducia nelle istituzioni e nel futuro.
La nostra sensazione di precarietà si è ancorata alla rassegnata accettazione: figli cresciuti isolati, narcotizzati da internet.
Ora, all’improvviso, cosa è successo? Le strade sono state invase da gente che ha manifestato il proprio dolore e lo sdegno per quello che sta succedendo in Palestina.
Ognuno di loro, con le recenti girandole di divieti, domani potrà essere incriminato e condotto in carcere.
Si manifesta contro una catastrofe umanitaria, contro l’immane tragedia di una mattanza che ci coinvolge tutti. I manifestanti, in larga prevalenza giovani, stanno parlando a tutti noi:
"uscite dal vostro torpore, uscite dal vostro quotidiano disinteresse; è in gioco il destino dell’umanità… non potete mettere tutto a tacere chiamandoci terroristi."
Potrebbero interessarti anche...
Mina Felici 14/12/2025
Quale Natale oggi in Palestina?
Mina Felici 09/04/2025
Finalmente online: il nostro sito, la nostra casa condivisa
Mina Felici 21/03/2026
Aisha
Una voce dall’India Scrivo da lontano, ma il mio cuore soffre per le persone in Palestina. Vedo i volti di bambini, madri e famiglie che hanno perso tutto ed è impossibile restare in silenzio. Ho letto la storia di un padre che cammina per ore ogni giorno solo per trovare un po’ d’acqua pulita per i suoi figli. Ha detto: Non so cosa porterò a casa, ma loro mi aspettano con speranza. Quella frase mi è rimasta dentro. Anche in mezzo alla guerra, la speranza sopravvive. Forse non capisco tutta la politica, ma capisco il dolore. Nessuno dovrebbe vivere nella paura, perdere i propri cari o vedere la propria casa scomparire in una notte. In India ci insegnano che il mondo è una sola famiglia. E se è vero, allora la loro sofferenza è anche la nostra. Tutto ciò che desidero è la pace una pace vera, in cui nessuno debba più piangere per la propria sicurezza. Non distogliamo lo sguardo. Facciamo sentire la nostra voce e condividiamo storie che ricordino al mondo che queste vite contano...Anche i piccoli gesti di compassione possono arrivare più lontano di quanto immagin 10/10/2025
Rispondi
Mina
Grazie Aisha perché ci leggi dall'India e per queste tue parole che ci raccontano di un punto di vista di qualcuna che è molto lontana, in un'altra cultura così differente, per la quale la solidarietà la pietà è un valore irrinunciabile 10/10/2025
Rispondi