Un augurio speciale

Facciamoci portatori di Pace diffondendo il messaggio di salvezza

Il Gesú Morto di Capua opera del Bottiglieri

Mina Felici 04/04/2026 0


Carissimi soci, amici e simpatizzanti del Gruppo CTG Picentia, che in diversi modi seguite il nostro cammino, quale occasione migliore di oggi, Vigilia della Santa Pasqua di Resurrezione, per rivolgervi un pensiero?

Oggi l’umanità intera vive e soffre a causa della brama di potere di alcuni e, in nome del denaro, ma spesso anche nascondendosi sotto il nome di Dio, guerre sterminatrici attraversano il mondo intero, coinvolgendo anche il nostro Paese e l’Europa tutta, che ci eravamo abituati a considerare immune.

Dopo i tragici eventi del Novecento, pensavamo che tutto ciò potesse riguardare solo gli altri e poco abbiamo saputo delle stragi che si perpetravano altrove, in un “altro mondo” per noi occidentali, spesso intenti a consolidare il nostro benessere personale. Non parlo di tutti, perché è proprio grazie al lavoro di tanti volontari e volontarie che siamo andati avanti, assicurando almeno un po’ di aiuto e di condivisione con i più sfortunati.

Ma ora sono le armi, i missili e una forza cieca a distruggere senza pietà, lasciando popoli inermi a piangere i loro morti innocenti: bambini, donne, giovani… chiunque. E tutto questo, ancora una volta, in nome di Dio.

Dio non vuole sacrifici: si è fatto uomo per salvare tutti noi. Ed è questo che celebriamo in questa Notte Santa.

Che lo Spirito di Cristo Risorto illumini le nostre esistenze e porga la sua mano misericordiosa verso questi nostri fratelli che soffrono, ai quali è stato negato il futuro.

Buona Pasqua. Ognuno di noi porti il Verbo salvifico e lo diffonda intorno a sé.
Che Dio ci benedica.

Buona Pasqua
Mina, con tutto il Direttivo del Gruppo Picentia APS

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Mina Felici 18/09/2025

Si riparte con le avventure del Gruppo Picentia
L’estate, con il suo caldo, i familiari che si spostano per tornare nei luoghi d’origine, i nuovi arrivi e le vacanze di chi, più fortunato, ha potuto goderne, ci hanno in parte distolto dalle attività del gruppo. Ora, però, siamo pronti a tornare attivi e propositivi come sempre. Si sa: ogni giornata aggiunge un tassello di esperienza, che a cascata si trasmette anche a chi ci sta accanto. Noi del Centro Turistico Giovanile, da anni e con costante impegno, cerchiamo di intrecciare vite e storie che, diversamente, forse non avrebbero occasione di incontrarsi. Nei nostri gruppi, diffusi in tutta Italia, trovano spazio persone di diverse estrazioni sociali, accomunate soltanto dalla voglia di stare insieme. Proprio per questo il nostro Direttivo si è riunito, così da definire una programmazione, almeno di massima, dei prossimi appuntamenti da proporre al bellissimo Gruppo Picentia, che in questi anni è cresciuto con entusiasmo, dimostrando di apprezzare le nostre scelte culturali e le proposte orientate alla crescita comune. Ripartiremo con una nuova escursione oltre i confini della Provincia, spostandoci nella vicina Irpinia alla ricerca di comuni radici storiche. La nostra meta sarà Bagnoli Irpino: tutti i dettagli sono disponibili nella pagina Esperienze di questo sito, perciò non mi ripeterò. Voglio invece sottolineare che la visita a Bagnoli e, in parte, a Montella con San Francesco a Folloni, rientra nel format A passi nella storia, che mira a ricostruire il passato attraverso la conoscenza della nostra storia condivisa. Da ottobre riprenderanno anche i nostri incontri di lettura, le Letture del Giovedì con CTG, presso la Libreria Imagine’s Book di Corso Garibaldi, convenzionata con il CTG e per noi prezioso partner. La nostra socia e Vicepresidente Annamaria Parlato, giornalista e specialista del settore agroalimentare, dialogherà con gli autori. Inizieremo con la splendida Mamma Rosa e le sue ricette. Presto sarà pubblicata la locandina con tutti i dettagli, sempre su questo sito: nella sezione Esperienze potrete anche ritrovare le presentazioni passate. Gli appuntamenti avranno cadenza mensile e proseguiranno per tutto il 2026. Ripartiranno inoltre le uscite del nostro cavallo di battaglia, Di Food in Tour, con i suoi percorsi storico-artistici ed enogastronomici: visite ai luoghi e alle aziende, incontri con le Amministrazioni. In questi anni abbiamo esplorato i Picentini, la Valle dell’Irno, parte dell’Agro nocerino-sarnese e l’Alto Sele, alla ricerca di mete e itinerari turistici nuovi da proporre, per favorire un turismo destagionalizzato e alternativo alle solite mete. Nel mese di ottobre contiamo di visitare il Comune di Serre: vi daremo presto notizia qui e sul sito www.difoodintour.it, dove troverete anche la documentazione delle attività passate. Che dire di più? Vi aspettiamo numerosi, con lo stesso entusiasmo che da sempre ci accompagna!
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Mina Felici 14/12/2025

Quale Natale oggi in Palestina?
La piccola Rahaf Abu Jazar è morta di freddo a Khan Younis, nel Sud della Striscia di Gaza / REUTERS/Ramadan Abed Tutto l’inferno di un popolo è nel corpo gelido di Rahaf Abu Jazar, 8 mesi, morta ieri per assideramento fra le braccia impotenti della madre, mentre l’inverno si rovesciava in forma di tempesta sul deserto di macerie di Gaza. «Pioveva, faceva molto freddo e avevo ben poco per tenerla al caldo. L’ho nutrita e messa a dormire. L’ho avvolta meglio che potevo, ma non è bastato. Sono stata presa dal panico tutta la notte. Poi all’improvviso, ho trovato la mia bambina immobile, morta», ha raccontato la madre, una fra le migliaia di profughi costretti a vivere nelle tendopoli di Khan Yunis, nel sud della Striscia. tratto dal quotidiano Avvenire https://www.avvenire.it/mondo/la-strage-di-bambini-a-gaza-dopo-rahaf-altri-due-piccoli-morti-di-freddo_102013 L’Avvenire, organo di stampa della CEI, denuncia ogni giorno guerre ed ingiustizie e lo fa in solitudine. Per questo ho voluto iniziare  citando un articolo dei giorni scorsi e mostrando la foto di una mamma e di un papà che piangono la morte della propria figlia neonata. Nella Grotta di Betlemme il Bambino Gesù, il Salvatore del Mondo, giace in una mangiatoia sistemata in una stalla, unico rifugio trovato da Giuseppe per far partorire sua moglie Maria, che ha finito i suoi giorni di attesa  proprio lì,  lontana dalla sua casa di Nazareth. Si era spostata col suo sposo per rispondere al Censimento voluto dall’Imperatore Cesare Augusto. Betlemme era il luogo d’origine della stirpe di Davide, alla quale Giuseppe apparteneva ed era in quella città che doveva registrarsi.  A scaldare il divino Bambino, il fiato di due animali, un bue ed un asinello. Quando cantiamo Tu scendi dalle stelle diciamo ‘Tu scendi dalle stelle o Re del Cielo e vieni in una grotta al freddo e al gelo’.  Perché gelata era quella notte in Palestina e Palestinese era Gesù, della stirpe di Davide             Ieri con Maria e Giuseppe c’era  il piccolo Gesù ed oggi, a oltre 2000 anni da quei giorni, al freddo ed al gelo ci sono altri bambini e le loro madri e padri, novelli Giuseppe e Maria, chiamati a vivere la devastante esperienza di dolore ancor prima che la piccola vita, appena sbocciata,  abbia potuto aprirsi al futuro. Non ci sono buoi né asinelli che possano scaldare quelle piccole creature innocenti, ma solo braccia di madri e di padri insufficienti ad impedirne la morte.  Ci sono materassi intrisi di acqua e non ci sono più pareti e soffitti che possano dare riparo. Resta solo un senso di smarrimento.             Realizziamo dunque i nostri Presepi e fermiamoci davanti a quella Grotta a riflettere su quanta ipocrisia ci sia nel mondo dei potenti. Chi parla di questa strage continua?  Di quale pace sia stata costruita lì o in Ucraina dove, la mancanza di energia elettrica, ha ridotto oltre un milione di persone ad una condizione di inumana vita, senza la possibilità di scaldarsi o di poter soddisfare i bisogni primari? Dov’è il rispetto per l’umana condizione? veniamo distratti da questioni del tutto irrilevanti affinché la nostra mente, occupata da quelle, non vada verso pensieri di solidarietà e giustizia.  Solo la Chiesa ed il nostro Presidente della Repubblica ancora ci parlano con lealtà al fine di dirigere i nostri passi sulla via della pace.   Noi che apparteniamo al CTG, in aderenza ai valori della cristianità, vicini alla CEI e davanti alla Grotta di Betlemme, non possiamo esimerci da rivolgere i nostri occhi e le nostre menti verso tutto questo dolore che stravolge il mondo. Buon Natale a tutti perché sia questo il Natale per noi: non volgerci mai dall’altra parte.
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Mina Felici 05/10/2025

IL TEMPO DELLA PARTECIPAZIONE: LE VOSTRE VOCI DALLA PACE
Nel precedente articolo, il tempo della partecipazione, avevamo chiesto ai nostri lettori di esprimere il loro pensiero nel merito. Pubblichiamo qui, di seguito, quanto ci è pervenuto e continueremo, in altri articoli, a pubblicare quelli che ci perverranno. Un grazie a chi crede nel potere della parola e la condivide. SILVANA  Se il pianto di un bambino non fa più rumore vuol dire che il mondo è diventato sordo: non c'è bisogno di bandiere. Non serve essere palestinesi per sentire il dolore. Non siamo esseri umani se siamo sordi al pianto di un bambino, non siamo più esserj umani se siamo indifferenti alle mutilazioni di bambini e giovani, non siamo più esseri umani se siamo assenti di fronte al dolore di tante mamme che perdono i loro figli. Siamo umani, alziamo lo sguardo , alziamo la voce per Gaza. IRENE  le madri in guerra: non bastano le difficoltà 'normali' della vita: finanziarie, di salute, psicologiche....no, anche vedere i propri figli morire per un motivo inspiegabile, per una ingiustizia totale e totalizzante; il che fa di queste madri, se riescono a sopravvivere, delle eroine senza merito, delle donne a cui devo sempre tutta la mia compassione e solidarietà. Il cuore mi si stringe nell'abbraccio che mando loro. "Cercate di sopravvivere, madri nella guerra. Siate testimoni della scempio, se ce la fate. Ve lo auguro dal profondo del mio cuore pieno di lacrime." GIGI  Vedo per strada un povero cane: zoppica, appesantito dall’obesità e dagli anni. Più persone si fermano, con il cuore strizzato per le sofferenze del povero animale. Anch’io ho sofferto per la morte di Ashley e mai avrei creduto di poter provare così tanto dolore per la fine di un cane.Ma a tanta umanità canina oggi si contrappone la nostra quotidiana indifferenza sociale:se invece del cane ti trovi davanti un vecchio cadente, è difficile vedere qualcuno che si ferma. Viviamo in spazi urbani disumanizzati, città degradate dall’indifferenza, avvelenate dall’inquinamento, drogate dai media. Viviamo città fantasma, dove abbiamo perso il senso della comunità: siamo tutti in lockdown permanente, isolati dall’apatia. La metà di una nazione non va a votare, nessuno si adira di fronte alle tracotanti dichiarazioni di vittoria degli eletti.Nessuno si ribella quando le istituzioni, con nuovi divieti, scaricano sui cittadini le colpe della loro cecità. Siamo stati capaci di trasmettere ai nostri giovani la nostra sfiducia nelle istituzioni e nel futuro.La nostra sensazione di precarietà si è ancorata alla rassegnata accettazione: figli cresciuti isolati, narcotizzati da internet. Ora, all’improvviso, cosa è successo? Le strade sono state invase da gente che ha manifestato il proprio dolore e lo sdegno per quello che sta succedendo in Palestina.Ognuno di loro, con le recenti girandole di divieti, domani potrà essere incriminato e condotto in carcere. Si manifesta contro una catastrofe umanitaria, contro l’immane tragedia di una mattanza che ci coinvolge tutti. I manifestanti, in larga prevalenza giovani, stanno parlando a tutti noi:"uscite dal vostro torpore, uscite dal vostro quotidiano disinteresse; è in gioco il destino dell’umanità… non potete mettere tutto a tacere chiamandoci terroristi."
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