Quale Natale oggi in Palestina?
Riflessioni davanti al Presepe: quale pace a Gaza?
Mina Felici 14/12/2025 2
La piccola Rahaf Abu Jazar è morta di freddo a Khan Younis, nel Sud della Striscia di Gaza / REUTERS/Ramadan Abed
Tutto l’inferno di un popolo è nel corpo gelido di Rahaf Abu Jazar, 8 mesi, morta ieri per assideramento fra le braccia impotenti della madre, mentre l’inverno si rovesciava in forma di tempesta sul deserto di macerie di Gaza. «Pioveva, faceva molto freddo e avevo ben poco per tenerla al caldo. L’ho nutrita e messa a dormire. L’ho avvolta meglio che potevo, ma non è bastato. Sono stata presa dal panico tutta la notte. Poi all’improvviso, ho trovato la mia bambina immobile, morta», ha raccontato la madre, una fra le migliaia di profughi costretti a vivere nelle tendopoli di Khan Yunis, nel sud della Striscia.
tratto dal quotidiano Avvenire
L’Avvenire, organo di stampa della CEI, denuncia ogni giorno guerre ed ingiustizie e lo fa in solitudine. Per questo ho voluto iniziare citando un articolo dei giorni scorsi e mostrando la foto di una mamma e di un papà che piangono la morte della propria figlia neonata.
Nella Grotta di Betlemme il Bambino Gesù, il Salvatore del Mondo, giace in una mangiatoia sistemata in una stalla, unico rifugio trovato da Giuseppe per far partorire sua moglie Maria, che ha finito i suoi giorni di attesa proprio lì, lontana dalla sua casa di Nazareth. Si era spostata col suo sposo per rispondere al Censimento voluto dall’Imperatore Cesare Augusto. Betlemme era il luogo d’origine della stirpe di Davide, alla quale Giuseppe apparteneva ed era in quella città che doveva registrarsi. A scaldare il divino Bambino, il fiato di due animali, un bue ed un asinello. Quando cantiamo Tu scendi dalle stelle diciamo ‘Tu scendi dalle stelle o Re del Cielo e vieni in una grotta al freddo e al gelo’. Perché gelata era quella notte in Palestina e Palestinese era Gesù, della stirpe di Davide
Ieri con Maria e Giuseppe c’era il piccolo Gesù ed oggi, a oltre 2000 anni da quei giorni, al freddo ed al gelo ci sono altri bambini e le loro madri e padri, novelli Giuseppe e Maria, chiamati a vivere la devastante esperienza di dolore ancor prima che la piccola vita, appena sbocciata, abbia potuto aprirsi al futuro. Non ci sono buoi né asinelli che possano scaldare quelle piccole creature innocenti, ma solo braccia di madri e di padri insufficienti ad impedirne la morte. Ci sono materassi intrisi di acqua e non ci sono più pareti e soffitti che possano dare riparo. Resta solo un senso di smarrimento.
Realizziamo dunque i nostri Presepi e fermiamoci davanti a quella Grotta a riflettere su quanta ipocrisia ci sia nel mondo dei potenti. Chi parla di questa strage continua? Di quale pace sia stata costruita lì o in Ucraina dove, la mancanza di energia elettrica, ha ridotto oltre un milione di persone ad una condizione di inumana vita, senza la possibilità di scaldarsi o di poter soddisfare i bisogni primari? Dov’è il rispetto per l’umana condizione? veniamo distratti da questioni del tutto irrilevanti affinché la nostra mente, occupata da quelle, non vada verso pensieri di solidarietà e giustizia. Solo la Chiesa ed il nostro Presidente della Repubblica ancora ci parlano con lealtà al fine di dirigere i nostri passi sulla via della pace.
Noi che apparteniamo al CTG, in aderenza ai valori della cristianità, vicini alla CEI e davanti alla Grotta di Betlemme, non possiamo esimerci da rivolgere i nostri occhi e le nostre menti verso tutto questo dolore che stravolge il mondo.
Buon Natale a tutti perché sia questo il Natale per noi: non volgerci mai dall’altra parte.
Potrebbero interessarti anche...
Mina Felici 18/09/2025
Si riparte con le avventure del Gruppo Picentia
Mina Felici 21/03/2026
Ecomuseo dei Picentini - Terre della felicità
Mina Felici 29/09/2025
luigi greco
Ognuno di noi ,in ogni momento, in ogni luogo riceve enormi quantita’ di comunicazioni:ma poi quanto di quello che vediamo o sentiamo ci rimane nella memoria ? Senza accorgecene le informazioni scorrono veloci,scompaiono senza lasciare tracce. Le strategie di comunicazione dei social media offuscano qualsiasi tentativo di lucida visione del presente. Questo enorme carico mediatico ha partorito un mostro:l’indifferenza . Le crude immagini esposte dalla nostra presidente sono un richiamo a considerare la dilagante disumanita’ incarnata dal principio delle 3 scimmie sagge: non vedere il male,non sentire il male,non parlare del male. Il messaggioè un invito un invito a guardare oltre le festivita’,a recuperare il senso della vita e con esso il vero significato dell’accoglienza e della giustizia sociale.IN questi giorni ,senza dover andare in palestina o ucrina,trasformiamo i nostri gesti in atti di amore,di condivisione e di speranza per un mondo piu’unito ed equo. 14/12/2025
Mina
Grazie per il bel commento e per le osservazioni. E’ proprio cosi, è da noi che dobbiamo cominciare per accendere fuochi di amore e di speranza che soli portano alla pace 14/12/2025
Rispondi