13 articoli dell'autore Mina Felici

Mina Felici 26/07/2026 0

La chiesa degli affreschi e dei graffiti

Le vacanze costituiscono un momento di pausa dalle solite attività e ci consentono di muoverci sul territorio. Noi, in pieno spirito CTG, lo abbiamo fatto rimanendo nei confini geografici della nostra bellissima Italia, e percorrendo circa 400 km di strada attraverso gli Appennini, siamo giunti in un luogo di Abruzzo poco o per nulla conosciuto: Loreto Aprutino, provincia di Pescara, non mare né montagna ma dolce collina con tanto verde e tanta storia. Vabbé, voi oramai lo sapete che non amo i viaggi banali e che, nel limite del possibile, organizzo sempre, prima della partenza, degli incontri con i 'genius loci'. Mai come a LOreto questo è stato possibile e così, grazie a tanti amici che ora ci guardano dai loro 'siti', abbiamo potuto visitare anche luoghi purtroppo chiusi al pubblico per mancanza di sacerdoti: perché si sa, sono nelle Chiese le maggiori testimonianze della nostra storia passata, madre del presente. In questo caso la Chiesa di Santa Maria in Piano.  Non sarò io a raccontare le emozioni di questa visita, ma mio marito, in questo articolo dove si sofferma sugli straordinari affreschi medievali. Spero di ricevere anche da voi articoli e testimonianze dei vostri viaggi che con gioia pubblicherò. MINA FELICI LA CHIESA DEGLI AFFRESCHI E DEI GRAFFITI DI Luigi Greco Una facciata semplice e disadorna, con l’accesso chiuso da una cancellata. Un volto sorridente e gioviale ci viene ad aprire. Entriamo soltanto io e mia moglie. Di fronte a noi si dispongono due file di panche separate da un corridoio centrale che conduce all’unico altare. Rimango perplesso, quasi deluso. Avevo scelto di visitare questa chiesa dopo aver visto alcune fotografie che lasciavano immaginare splendidi affreschi medievali. Invece vedo soltanto pareti spoglie e, sull’unico altare, un semplice quadro. Mi volto e, improvvisamente, ecco la sorpresa. Sulla controfacciata si apre un grande affresco: al centro, entro un ovale, Cristo benedicente, sorretto da figure nello stile bizantino; ai lati angeli, la Madonna e un santo. Più in basso compare una croce con appoggiata una scala e, davanti ad essa, un tavolo sul quale sono raffigurati gli strumenti della Passione di Gesù: coltelli, lance, una canna con la spugna imbevuta d’aceto, tenaglie e chiodi. Scendendo con lo sguardo verso la parte inferiore dell’affresco, le scene diventano ancora più leggibili. Si vede un ruscello nel quale galleggiano dei cadaveri e un ponte che, attraversandolo, si assottiglia progressivamente fino a diventare sottilissimo: è il celebre “ponte del capello”. I defunti devono attraversarlo e soltanto i beati, leggeri perché privi di peccato, riescono a superarlo. Ad accoglierli ci sono gli angeli e un giudice assiso in trono che pesa le anime con una bilancia. Nel Paradiso, figure nude vagano serenamente, salgono sugli alberi per raccogliere frutti e vivono felici in una torre dorata, circondate da splendide fanciulle. Sulla destra, invece, sono raffigurate alcune scene del Giudizio Universale, purtroppo in gran parte cancellate dal tempo. Forse è un peccato, ma ciò che resta è comunque straordinario. La vivacità dei colori e la nitidezza del disegno sono davvero stupefacenti. Mi avvicino all’altare. Oltre il primo arco si apre una campata laterale, sulla destra, decorata con altri affreschi raffiguranti santi e Madonne. Spicca una Resurrezione di Cristo, che emerge trionfante dal sepolcro mentre i soldati, con armature medievali, dormono ai suoi piedi. Proseguendo si incontra un’altra campata dedicata alle storie di san Tommaso d’Aquino. Il sacerdote che ci accompagna richiama la mia attenzione sulla pelle verdastra del santo disteso sul letto di morte: un particolare che, secondo alcuni studiosi, alluderebbe all’ipotesi di un avvelenamento. Del resto, anche nell’Abbazia di Fossanova, dove il santo morì, ci avevano parlato di questa antica e suggestiva ipotesi. Sotto gli affreschi si scopre un’altra sorpresa: straordinari graffiti, incisi con uno strumento appuntito e accompagnati da date precise. Raccontano che il 15 giugno 1533 una statua della Madonna avrebbe versato lacrime di sangue e che, due giorni dopo, il 17 giugno, un cieco avrebbe riacquistato la vista. Un altro graffito ricorda una nevicata durata ventiquattro ore l’8 aprile, senza indicarne l’anno, che presumibilmente è coevo agli altri. Infine, una scritta del 31 luglio 1590 ricorda l’oscuramento del sole dovuto a un’eclissi. È stata un’esperienza unica ed emozionante. Una visita che ti immerge nel fascino di un passato che oggi può sembrare quasi leggendario, ma che questi affreschi e questi graffiti raccontano con una vivacità sorprendente, restituendoci uno spaccato autentico dell’umanità che ci ha preceduto.
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Mina Felici 24/06/2026 0

La nostra ultima gita prima delle vacanze estive

Una gita, quella a Venosa,  che ha lasciato tutti contenti per la bellezza dei siti visitati, ai più del tutto sconosciuti, e per la ricchezza delle testimonianze storico-artistiche-archeologiche. Se di Venosa avevamo sentito parlare, se non altro in quanto città natale di Orazio, di certo non conoscevamo la Chiesa Santuario di San Donato a Ripacandida, nella provincia di Potenza, che conserva uno splendido ciclo di affreschi del '500 e '600, che narrano la storia del Vecchio e del Nuovo Testamento attraverso le immagini, semplici, ad uso del popolo che non aveva conoscenze teologiche e spesso era anche analfabeta. Per questo il ciclo è definito popolare, per il suo fine didascalico. Il Santuario, che è detto la Piccola Assisi e che è Patrimonio dell'Unesco, oltre che gemellato con Assisi, conserva una Reliquia del Santo poverello.  Al suo interno, tra l'altro, troviamo un prezioso organo ligneo, realizzato nel 1735, che mi ha incuriosita e di cui, non avendo notizie precise, ho cercato testimonianza sul web. E da questo link potrete entrare in un account youtube dove sarete introdotti nei particolari di tale organo, perfettamente funzionante, che risale al 1735 e fa parte della collezione di organi dei Carella di cui è ricco il meridione e di cui ho trovato esempi nel Vallo di Diano e nel Cilento. Accanto al Santuario lo splendido giardino, un tempo facente parte del Convento e curato dai francescani, ed oggi di proprietà del Comune che vi ha realizzato la Villa comunale. Incredibilmente al suo interno sono rimasti, quali testimoni del passato, alberi secolari di rara bellezza, Pini di Aleppo, i cui tronchi non potrebbero essere abbracciati se non che da più persone l'una accanto all'altra. Essi si ergono maestosamente ed è impossibile percepire quel senso di immenso, se non stando lì, in quanto l'obiettivo non riesce a coglierli nella loro interezza, né potrebbe mai ricreare il magico intreccio di bellezza, profumi e frescura che da essi si emana. L'emozione di essere davanti alla Tomba della famiglia degli Altavilla, nel Santuario della SS. Trinita, - assoluto gioiello dell'arte romanica, sobrio ed elegante ad un tempo - ha costituito un'altra sorpresa che ha arricchito la nostra esperienza  'a passi nella storia'. E poi la splendida accoglienza presso il Ristorante Venusia che ci ha fatti sentire 'unici'. La signora Melina non ha trascurato nulla, nemmeno una bella torta per festeggiare il nostro Luigi! Naturalmente lei non sapeva che tra noi ce ne fosse uno, ma lo supponeva ed è stata veramente stupenda! Quindi tra manicaretti, acqua, vino e dolci, annaffiati anche da un ottimo spumantino, la nostra esperienza conviviale è stata perfetta! Grazie alla nostra Guida turistica Lina che ci ha supportati con le sue spiegazioni ed alla quale abbiamo dato appuntamento per una prossima tappa, a Melfi questa volta, per apprendere tanto e tanto altro, passo dopo passo, nella nostra storia.  A dopo le vacanze con le nostre passeggiate insieme
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Mina Felici 04/04/2026 0

Un augurio speciale

Carissimi soci, amici e simpatizzanti del Gruppo CTG Picentia, che in diversi modi seguite il nostro cammino, quale occasione migliore di oggi, Vigilia della Santa Pasqua di Resurrezione, per rivolgervi un pensiero? Oggi l’umanità intera vive e soffre a causa della brama di potere di alcuni e, in nome del denaro, ma spesso anche nascondendosi sotto il nome di Dio, guerre sterminatrici attraversano il mondo intero, coinvolgendo anche il nostro Paese e l’Europa tutta, che ci eravamo abituati a considerare immune. Dopo i tragici eventi del Novecento, pensavamo che tutto ciò potesse riguardare solo gli altri e poco abbiamo saputo delle stragi che si perpetravano altrove, in un “altro mondo” per noi occidentali, spesso intenti a consolidare il nostro benessere personale. Non parlo di tutti, perché è proprio grazie al lavoro di tanti volontari e volontarie che siamo andati avanti, assicurando almeno un po’ di aiuto e di condivisione con i più sfortunati. Ma ora sono le armi, i missili e una forza cieca a distruggere senza pietà, lasciando popoli inermi a piangere i loro morti innocenti: bambini, donne, giovani… chiunque. E tutto questo, ancora una volta, in nome di Dio. Dio non vuole sacrifici: si è fatto uomo per salvare tutti noi. Ed è questo che celebriamo in questa Notte Santa. Che lo Spirito di Cristo Risorto illumini le nostre esistenze e porga la sua mano misericordiosa verso questi nostri fratelli che soffrono, ai quali è stato negato il futuro. Buona Pasqua. Ognuno di noi porti il Verbo salvifico e lo diffonda intorno a sé.Che Dio ci benedica. Buona PasquaMina, con tutto il Direttivo del Gruppo Picentia APS
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Mina Felici 21/03/2026 0

Ecomuseo dei Picentini - Terre della felicità

Ad un anno dalla creazione dell’Ecomuseo dei Picentini, in occasione della Giornata del Paesaggio, si è svolto a Pontecagnano, presso il restaurato ex Tabacchificio, un significativo incontro tra rappresentanti dei Comuni che vanno a comporne il territorio, autorità, amministrazioni, aziende, associazioni e quanti hanno contribuito alla nascita prima, ed allo sviluppo poi, di questa bella realtà. Durante gli ultimi mesi ci sono stati incontri fruttuosi, ai quali sono seguite azioni che hanno portato a delineare percorsi all’interno dell’area interessata al progetto, significativi e rappresentativi delle varie sfaccettature: paesaggistiche, storico-artistiche, ambientali, antropologiche e sociologiche, con particolare attenzione alle tradizioni popolari, enogastronomiche ed imprenditoriali. Una molteplicità chiamata a raggiungere quella sintesi necessaria alla creazione di percorsi da proporre a viaggiatori curiosi ed esigenti, e da non tenere più chiusi dentro a confini locali. Il Gruppo CTG Picentia, che al progetto ha aderito in fase preliminare e che ha firmato l’adesione al prosieguo del progetto, facendo tesoro delle competenze acquisite negli anni di attività su questo territorio, ha partecipato alla Giornata con una relazione della sua Vice Presidente e giornalista, esperta in enogastronomia, dott.ssa Annamaria Parlato. Annamaria, con la relazione dal titolo “Alle falde del Monte che accoglie”, ha rappresentato il Comune di San Mango Piemonte, insieme a Gianbenedetto Giurmino, in rappresentanza dell’Ente Regionale Ecomuseo dei Picentini; la sua relazione, piena di riferimenti alla natura possente in questa area, ha suscitato nei presenti un sentimento di gioia e di condivisione. Altri appuntamenti seguiranno e già i lavori sono avanzati, e presto gli itinerari e le occasioni di incontro sui territori diventeranno molteplici. Speriamo di avere ancora l’appoggio dell’Amministrazione Regionale da poco costituitasi.
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Mina Felici 28/12/2025 0

Cosimo Carbone: una dolorosa perdita

Ritengo doveroso aprire una finestra su una scomparsa che ha particolarmente colpito il CTG Picentia: quella del nostro amico Cosimo Carbone, titolare, dell’azienda agricola che porta il suo nome. L’incontro con Cosimo e con la sua splendida famiglia avvenne agli esordi del progetto “Di Food in Tour”, quando, nel maggio 2018, realizzammo la quarta tappa del percorso dei Monti Picentini, che interessò Montecorvino Pugliano, comune dei Monti Picentini in cui ha sede l’azienda. Fin da subito ci rendemmo conto di quanto ampio e articolato fosse il progetto costruito con passione dalla famiglia Carbone. Fummo guidati in una molteplicità di attività che ci diedero modo di sperimentare esperienze nuove e coinvolgenti: impastare pane e pizze con farine di grani antichi, cuocerle e gustarle con un piacere del tutto nuovo; assaggiare il vino e apprezzare il sapore autentico dell’olio extravergine d’oliva; apprendere come combattere i parassiti delle colture senza ricorrere a veleni, ma utilizzando antagonisti naturali; camminare a piedi nudi nel prato e riscoprire il contatto diretto con la natura. Cosimo e Mina, con cura e amore, avevano inoltre creato uno spazio accogliente dove sostare, per interrompere un lungo viaggio o semplicemente per godere della pace e dell’ospitalità, sempre offerta con gioia. All’Azienda Carbone si sono avvicinate scuole e numerose persone desiderose di apprendere le tecniche di coltivazione e trasformazione dei prodotti, nonché di comprendere come creare e gestire una realtà di fattoria didattica. Insegnare la cura della terra, il valore dei suoi frutti, unendo tutto ciò a lezioni di cucina capaci di trasformare le materie prime in piatti succulenti da condividere in buona compagnia, all’insegna della lentezza, è qualcosa di veramente impagabile. Per questo, e per molto altro, la scomparsa di Cosimo colpisce profondamente il gruppo CTG Picentia. Fin da subito, Cosimo aveva voluto sottoscrivere una convenzione con il CTG; solo la malattia ha, purtroppo, interrotto questo percorso. Cosimo se ne rammaricava e rimandava sempre a tempi migliori la ripartenza dell’attività anche con il CTG, un progetto in cui ha sempre creduto. Quale futuro per l’azienda? È la domanda che oggi rivolgiamo a sua moglie Mina, che ha condiviso con Cosimo ogni passo di questa avventura sin dal 2003, anno di avvio dell’attività. Abbiamo posto a Mina Savastano alcune domande su come sia nata l’idea di iniziare questa avventura ed in che modo la famiglia, nella sua interezza, abbia contribuito allo sviluppo dell’attività, e queste sono state le sue risposte: "Innanzitutto, ringrazio Mina del CTG per la delicatezza, la precisione e l'attenzione che ha dedicato nel descrivere uno dei pezzi più importanti ed impegnativi della nostra vita. La risposta alle sue domande è molto semplice ed è racchiusa in alcune parole chiave da lei stessa utilizzate. L'avventura non nasce per caso ma dall'amore, dalla cura e dalla passione per il verde quando due giovani sposi sognatori, decidono di far nascere il proprio nido in un'oasi naturale. Cosimo ed io abbiamo scelto la condivisione e l'operosità per sperimentare.  Lui si occupava della progettazione bio, del marketing, del settore amministrativo - contabile ed io dello sviluppo contenutistico del piano, della formazione e fattibilità dello stesso. Io e Cosimo eravamo “soci di cuore”, l'uno la spalla dell'altro, semplicemente una famiglia che guarda verso il medesimo orizzonte. Quale futuro ci attende? Oggi l’azienda sembra un'automobile sportiva chiusa in garage, è lucida, profumata e pronta per essere guidata da mani esperte che, con  passione, cura e amore vogliono percorrere strade lunghe ed ampie anche perché “ il navigatore” ha già tracciato l'itinerario migliore."
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Mina Felici 14/12/2025 2

Quale Natale oggi in Palestina?

La piccola Rahaf Abu Jazar è morta di freddo a Khan Younis, nel Sud della Striscia di Gaza / REUTERS/Ramadan Abed Tutto l’inferno di un popolo è nel corpo gelido di Rahaf Abu Jazar, 8 mesi, morta ieri per assideramento fra le braccia impotenti della madre, mentre l’inverno si rovesciava in forma di tempesta sul deserto di macerie di Gaza. «Pioveva, faceva molto freddo e avevo ben poco per tenerla al caldo. L’ho nutrita e messa a dormire. L’ho avvolta meglio che potevo, ma non è bastato. Sono stata presa dal panico tutta la notte. Poi all’improvviso, ho trovato la mia bambina immobile, morta», ha raccontato la madre, una fra le migliaia di profughi costretti a vivere nelle tendopoli di Khan Yunis, nel sud della Striscia. tratto dal quotidiano Avvenire https://www.avvenire.it/mondo/la-strage-di-bambini-a-gaza-dopo-rahaf-altri-due-piccoli-morti-di-freddo_102013 L’Avvenire, organo di stampa della CEI, denuncia ogni giorno guerre ed ingiustizie e lo fa in solitudine. Per questo ho voluto iniziare  citando un articolo dei giorni scorsi e mostrando la foto di una mamma e di un papà che piangono la morte della propria figlia neonata. Nella Grotta di Betlemme il Bambino Gesù, il Salvatore del Mondo, giace in una mangiatoia sistemata in una stalla, unico rifugio trovato da Giuseppe per far partorire sua moglie Maria, che ha finito i suoi giorni di attesa  proprio lì,  lontana dalla sua casa di Nazareth. Si era spostata col suo sposo per rispondere al Censimento voluto dall’Imperatore Cesare Augusto. Betlemme era il luogo d’origine della stirpe di Davide, alla quale Giuseppe apparteneva ed era in quella città che doveva registrarsi.  A scaldare il divino Bambino, il fiato di due animali, un bue ed un asinello. Quando cantiamo Tu scendi dalle stelle diciamo ‘Tu scendi dalle stelle o Re del Cielo e vieni in una grotta al freddo e al gelo’.  Perché gelata era quella notte in Palestina e Palestinese era Gesù, della stirpe di Davide             Ieri con Maria e Giuseppe c’era  il piccolo Gesù ed oggi, a oltre 2000 anni da quei giorni, al freddo ed al gelo ci sono altri bambini e le loro madri e padri, novelli Giuseppe e Maria, chiamati a vivere la devastante esperienza di dolore ancor prima che la piccola vita, appena sbocciata,  abbia potuto aprirsi al futuro. Non ci sono buoi né asinelli che possano scaldare quelle piccole creature innocenti, ma solo braccia di madri e di padri insufficienti ad impedirne la morte.  Ci sono materassi intrisi di acqua e non ci sono più pareti e soffitti che possano dare riparo. Resta solo un senso di smarrimento.             Realizziamo dunque i nostri Presepi e fermiamoci davanti a quella Grotta a riflettere su quanta ipocrisia ci sia nel mondo dei potenti. Chi parla di questa strage continua?  Di quale pace sia stata costruita lì o in Ucraina dove, la mancanza di energia elettrica, ha ridotto oltre un milione di persone ad una condizione di inumana vita, senza la possibilità di scaldarsi o di poter soddisfare i bisogni primari? Dov’è il rispetto per l’umana condizione? veniamo distratti da questioni del tutto irrilevanti affinché la nostra mente, occupata da quelle, non vada verso pensieri di solidarietà e giustizia.  Solo la Chiesa ed il nostro Presidente della Repubblica ancora ci parlano con lealtà al fine di dirigere i nostri passi sulla via della pace.   Noi che apparteniamo al CTG, in aderenza ai valori della cristianità, vicini alla CEI e davanti alla Grotta di Betlemme, non possiamo esimerci da rivolgere i nostri occhi e le nostre menti verso tutto questo dolore che stravolge il mondo. Buon Natale a tutti perché sia questo il Natale per noi: non volgerci mai dall’altra parte.
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Mina Felici 05/10/2025 2

IL TEMPO DELLA PARTECIPAZIONE: LE VOSTRE VOCI DALLA PACE

Nel precedente articolo, il tempo della partecipazione, avevamo chiesto ai nostri lettori di esprimere il loro pensiero nel merito. Pubblichiamo qui, di seguito, quanto ci è pervenuto e continueremo, in altri articoli, a pubblicare quelli che ci perverranno. Un grazie a chi crede nel potere della parola e la condivide. SILVANA  Se il pianto di un bambino non fa più rumore vuol dire che il mondo è diventato sordo: non c'è bisogno di bandiere. Non serve essere palestinesi per sentire il dolore. Non siamo esseri umani se siamo sordi al pianto di un bambino, non siamo più esserj umani se siamo indifferenti alle mutilazioni di bambini e giovani, non siamo più esseri umani se siamo assenti di fronte al dolore di tante mamme che perdono i loro figli. Siamo umani, alziamo lo sguardo , alziamo la voce per Gaza. IRENE  le madri in guerra: non bastano le difficoltà 'normali' della vita: finanziarie, di salute, psicologiche....no, anche vedere i propri figli morire per un motivo inspiegabile, per una ingiustizia totale e totalizzante; il che fa di queste madri, se riescono a sopravvivere, delle eroine senza merito, delle donne a cui devo sempre tutta la mia compassione e solidarietà. Il cuore mi si stringe nell'abbraccio che mando loro. "Cercate di sopravvivere, madri nella guerra. Siate testimoni della scempio, se ce la fate. Ve lo auguro dal profondo del mio cuore pieno di lacrime." GIGI  Vedo per strada un povero cane: zoppica, appesantito dall’obesità e dagli anni. Più persone si fermano, con il cuore strizzato per le sofferenze del povero animale. Anch’io ho sofferto per la morte di Ashley e mai avrei creduto di poter provare così tanto dolore per la fine di un cane.Ma a tanta umanità canina oggi si contrappone la nostra quotidiana indifferenza sociale:se invece del cane ti trovi davanti un vecchio cadente, è difficile vedere qualcuno che si ferma. Viviamo in spazi urbani disumanizzati, città degradate dall’indifferenza, avvelenate dall’inquinamento, drogate dai media. Viviamo città fantasma, dove abbiamo perso il senso della comunità: siamo tutti in lockdown permanente, isolati dall’apatia. La metà di una nazione non va a votare, nessuno si adira di fronte alle tracotanti dichiarazioni di vittoria degli eletti.Nessuno si ribella quando le istituzioni, con nuovi divieti, scaricano sui cittadini le colpe della loro cecità. Siamo stati capaci di trasmettere ai nostri giovani la nostra sfiducia nelle istituzioni e nel futuro.La nostra sensazione di precarietà si è ancorata alla rassegnata accettazione: figli cresciuti isolati, narcotizzati da internet. Ora, all’improvviso, cosa è successo? Le strade sono state invase da gente che ha manifestato il proprio dolore e lo sdegno per quello che sta succedendo in Palestina.Ognuno di loro, con le recenti girandole di divieti, domani potrà essere incriminato e condotto in carcere. Si manifesta contro una catastrofe umanitaria, contro l’immane tragedia di una mattanza che ci coinvolge tutti. I manifestanti, in larga prevalenza giovani, stanno parlando a tutti noi:"uscite dal vostro torpore, uscite dal vostro quotidiano disinteresse; è in gioco il destino dell’umanità… non potete mettere tutto a tacere chiamandoci terroristi."
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Mina Felici 04/10/2025 2

IL TEMPO DELLA PARTECIPAZIONE

C'è un tempo per ogni cosa: così recita il Testo biblico nell'Ecclesiaste e, se questo è vero, oggi è il tempo di non più tacere. Ognuno di noi, che cerchiamo di essere ogni giorno operatori ed operatrici di pace, si è chiesto in questi lunghi 2 anni come fosse possibile chiudere i confini di un intero Paese riducendolo alla fame e negando il diritto alle cure ed alla sopravvivenza della popolazione. Giorno dopo giorno abbiamo assistito a scene orribili di donne, uomini, bambini orrendamente oltraggiati; donne, come novelle Pietà, stringere tra le braccia i loro figli, uccisi senza colpa. Può l'uomo giungere a tale punto di malvagità da cancellare il senso della pietà dal proprio cuore e dalla propria anima? Si può condannare a parole continuando a vendere armi ed a fare  affari sulla pelle di innocenti? Perchè innocenti erano gli israeliani colpiti dalla orribile strage del 7 ottobre, è vero, e non c'è giustificazione alcuna, ma ormai è evidente che la guerra contro Hamas altro non è che 'il lavoro' sporco da portare a termine, come detto anche dal Presidente Trump. Seminare morte equivale a fare un 'lavoro' per appropriarsi definitivamente della striscia di Gaza negando ai Palestinesi il diritto stesso ad essere nazione. E, quel che è peggio, in nome di Dio. Il tentativo di aprire un corridoio umanitario, è stato dipinto come un atto terroristico, e non da chi sta combattendo questa sporca guerra senza nemici, ma dai nostri governanti che dovrebbero sostenere ogni tentativo di ristabilire un minimo di legalità. Questa guerra, se guerra si può chiamare, non ha avuto precedenti come attesta il personale medico di Medici senza Frontiere e di Emergency, che tante perdite umane hanno subito; mai si era visto bombardare ospedali, soccorritori, uccidere centinaia di giornalisti - 240 circa - colpire esseri umani stremati dal dolore e dalla denutrizione.  Del resto anche la Russia, aprendo la stagione della guerra, ci ha fatto assistere ad una inimmaginabile voglia di esercitare il potere espansionistico, negando la libertà a popoli che hanno lottato e conquistato la propria indipendenza a costo di innumerevoli sofferenze: lo sanno bene i lettoni, gli estoni, i lituani e quanti, liberati dall'oppressione nazista, si erano ritrovati sotto il dominio del peggior comunismo e che oggi si sentono di nuovo minacciati. Ora qui non vogliamo fare disquisizioni storiche ma solo gridare anche noi, insieme ai tantissimi giovani e non solo, che si sono riversati nelle strade delle nostre città, sperando che l'opposizione ed il grido di così tanti operi nel senso del raggiungimento della pace, che sia giusta, lunga e che faccia smettere questa inumana guerra. Dopo questo piccolo scritto, goccia nel mare, vorrei che foste voi lettori e soci a comporre, con frasi e osservazioni, un puzzle di voci perché è solo insieme che si può camminare sulla via della pace. Io li comporrò in un nuovo articolo 
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Mina Felici 29/09/2025 2

L'ECOMUSEO: UNA GRANDE OPPORTUNITA'

“MUSEO ESPLOSO, CIOE' SENZA MURI, INTERDISCIPLINARE, CHE MOSTRA L'UOMO NEL TEMPO E NELLO SPAZIO,NEL SUO AMBIENTE NATURALE E CULTURALE, INVITANDO L'INTERA POPOLAZIONE A PARTECIPARE AL PROPRIO SVILUPPO ...” In queste parole dell'archeologo e storico francese Hugues de Varine, è racchiusa l'essenza dell'Ecomuseo; l'idea parte infatti  dalla Francia che, da sempre attenta alla natura ed all'educazione del popolo al suo rispetto, matura per prima la consapevolezza dell'importanza di far crescere nelle Comunità, sotto ogni profilo, la consapevolezza della propria cultura, . Cos'è infatti un Ecomuseo se non la messa a regime di una realtà complessa, fatta di diverse culture, che confinanti tra loro, vanno a costituire un unicum di storie, tradizioni, testimonianze artistiche, economie, attività, realtà geograficamente assimilabili e di tutto ciò che possiamo definire materiale e immateriale?  Partiamo dalle sue colonne portanti: a) Museo esploso senza muri  b)Patto di condivisione  c)Partecipazione = sviluppo d) prendersi cura del territorio. Perché l'Ecomuseo assolva alle sue funzioni, diventando una realtà in continuo divenire, c'è bisogno di un serio patto di condivisione tra tutti gli attori; e tale patto, seppure non scritto in ogni dettaglio, presuppone che ognuno faccia la propria parte, rispettando l'integrità dei luoghi, non usando a proprio esclusivo vantaggio quanto la natura ha generosamente donato ma, piuttosto, facendosene paladini, migliorandolo anche con azioni volte allo sviluppo di attività ecosostenibili; perché l'Ecomuseo dovrà diventare una realtà produttiva che sviluppa energie dal proprio interno creando un'economia circolare che renda vantaggioso poter restare o venire a viverci di nuovo tornando ad una più umana condizione, non strappata alle proprie origini. Tanti giovani, oggi fuori per studiare, hanno maturato competenze aggiuntive da poter spendere, qualora lo vogliano, nel proprio luogo di origine. I Picentini ci stanno provando e l'Ecomuseo dei Monti Picentini, nato a Dicembre 2024, sta muovendo i suoi primi passi. Incontri, creazione di percorsi urbani e suburbani, condivisione delle tradizioni, ricerche archivistiche e raccolta di materiali documentari sia scritti che orali. Il CTG Picentia, già nel 2022 aveva firmato, il patto di collaborazione per la sua nascita ed ora è firmatario della fase organizzativa che segue la sua nascita. C'è tanta buona volontà da parte di tutti ed entusiasmo per far crescere un'area che, sotto ogni profilo, non è seconda a nessuna. I comuni interessati sono quelli del versante salernitano: Pontecagnano, San Mango Piemonte,Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella,Giffoni Valle Piana, Giffoni Sei Casali, Olevano sul Tusciano, Castiglione del Genovesi, Acerno. Rimanete attenti alle prossime tappe di questa avventura che ci riguarda tanto da vicino. Saranno sempre graditi commenti ed idee da condividere con tutti
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Mina Felici 18/09/2025 2

Si riparte con le avventure del Gruppo Picentia

L’estate, con il suo caldo, i familiari che si spostano per tornare nei luoghi d’origine, i nuovi arrivi e le vacanze di chi, più fortunato, ha potuto goderne, ci hanno in parte distolto dalle attività del gruppo. Ora, però, siamo pronti a tornare attivi e propositivi come sempre. Si sa: ogni giornata aggiunge un tassello di esperienza, che a cascata si trasmette anche a chi ci sta accanto. Noi del Centro Turistico Giovanile, da anni e con costante impegno, cerchiamo di intrecciare vite e storie che, diversamente, forse non avrebbero occasione di incontrarsi. Nei nostri gruppi, diffusi in tutta Italia, trovano spazio persone di diverse estrazioni sociali, accomunate soltanto dalla voglia di stare insieme. Proprio per questo il nostro Direttivo si è riunito, così da definire una programmazione, almeno di massima, dei prossimi appuntamenti da proporre al bellissimo Gruppo Picentia, che in questi anni è cresciuto con entusiasmo, dimostrando di apprezzare le nostre scelte culturali e le proposte orientate alla crescita comune. Ripartiremo con una nuova escursione oltre i confini della Provincia, spostandoci nella vicina Irpinia alla ricerca di comuni radici storiche. La nostra meta sarà Bagnoli Irpino: tutti i dettagli sono disponibili nella pagina Esperienze di questo sito, perciò non mi ripeterò. Voglio invece sottolineare che la visita a Bagnoli e, in parte, a Montella con San Francesco a Folloni, rientra nel format A passi nella storia, che mira a ricostruire il passato attraverso la conoscenza della nostra storia condivisa. Da ottobre riprenderanno anche i nostri incontri di lettura, le Letture del Giovedì con CTG, presso la Libreria Imagine’s Book di Corso Garibaldi, convenzionata con il CTG e per noi prezioso partner. La nostra socia e Vicepresidente Annamaria Parlato, giornalista e specialista del settore agroalimentare, dialogherà con gli autori. Inizieremo con la splendida Mamma Rosa e le sue ricette. Presto sarà pubblicata la locandina con tutti i dettagli, sempre su questo sito: nella sezione Esperienze potrete anche ritrovare le presentazioni passate. Gli appuntamenti avranno cadenza mensile e proseguiranno per tutto il 2026. Ripartiranno inoltre le uscite del nostro cavallo di battaglia, Di Food in Tour, con i suoi percorsi storico-artistici ed enogastronomici: visite ai luoghi e alle aziende, incontri con le Amministrazioni. In questi anni abbiamo esplorato i Picentini, la Valle dell’Irno, parte dell’Agro nocerino-sarnese e l’Alto Sele, alla ricerca di mete e itinerari turistici nuovi da proporre, per favorire un turismo destagionalizzato e alternativo alle solite mete. Nel mese di ottobre contiamo di visitare il Comune di Serre: vi daremo presto notizia qui e sul sito www.difoodintour.it, dove troverete anche la documentazione delle attività passate. Che dire di più? Vi aspettiamo numerosi, con lo stesso entusiasmo che da sempre ci accompagna!
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Mina Felici 14/06/2025 1

Percorsi di pace in un mondo in crisi

Carissimi, in un momento di così grande crisi mondiale, sento il bisogno di rivolgermi a tutti voi. La nostra Associazione, il CTG, è fatta di donne e uomini da sempre sensibili ai problemi della salvaguardia del nostro Pianeta, declinata nel piccolo mondo che ci circonda perché, si sa, ogni ideologia, per poter essere perseguita in modo sano e e coerente, ha bisogno di essere sostenuta da piccole azioni quotidiane. La cura e l’idea stessa che è in essa racchiusa, contiene in sé il concetto di ‘altro’; mi spiego: come si può pensare di salvare il mondo, la natura, il futuro nostro e dei nostri figli e nipoti se, nella vita concreta, il nostro sguardo è rivolto prevalentemente a noi stessi? Ognuno può trovare delle scuse a questo ma se poi ci fermiamo a considerare il quotidiano trascorrere della nostra vita familiare e sociale, può accadere di scoprire che, sì, vogliamo salvare il mondo, ma non sopportiamo chi ci sta vicino.   Per non parlare dell’assuefazione alle comodità che ci hanno a poco a poco propinate come utili ed indispensabili: il cellulare, i media, la presunta libertà di navigare, i selfie, i millioni di scatti riversati sui server di Google e su quelli di Apple che divorano energia inquinando il Pianeta.  Però parliamo  con tutti senza interfacciarci con nessuno, gettiamo giudizi sul web nascosti dietro ad una tastiera, rispondiamo   a post con spicciole frasi fatte di poche parole e spesso causa di incomprensioni. Non lo sapevamo ma, piuttosto che aumentare l’empatia con i nostri amici, abbiamo rinunciato al confronto e, nello stesso tempo,  abbiamo fatto crescere a dismisura dei poteri economici  che ormai ci controllano determinando le sorti dell’intero sistema planetario. Crescono i nazionalismi, crescono gli egoismi, e si affacciano al mondo i frutti di ciò che sono le guerre. Noi del nostro Gruppo CTG Picentia,  viviamo però il nostro impegno in opposizione a questa tendenza e, cercando di usare in modo positivo quella parte di media che ci è utile, prediligiamo gli incontri, il camminare insieme, il confrontarci alla ricerca della storia della nostra terra; conosciamo gli amministratori dei territori, andiamo alla ricerca di aziende piccole che vogliono crescere rispettando la natura e producendo in modo equo e sostenibile; amiamo riunirci intorno ad una bella tavolata, chiacchierare piacevolmente, assaporare la gioia dell’incontro, sostenere chi è in difficoltà, dare un segnale agli altri che è possibile vivere diversamente. Come un sasso gettato nell’acqua che produce le onde concentriche, sappiamo che la positività ha bisogno di tanti sassi lanciati da diversi luoghi che vadano a poco a poco a formare un intero coro di pace fatto di voci connesse tra loro.
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Mina Felici 10/04/2025 0

Nuovi percorsi, nuove connessioni: un’esperienza condivisa

Quando abbiamo deciso di avviare i nostri percorsi con l’uso del bus, al posto delle auto private come avevamo sempre fatto, ammetto che ero perplessa. Non è stato semplice organizzare tutto: logistica, orari, prenotazioni… e la mia mente era piena di dubbi.Eppure, qualcosa è cambiato fin dalla prima uscita all’Oasi di Persano: le preoccupazioni hanno cominciato a sciogliersi. E si sono completamente dissolte dopo la straordinaria esperienza vissuta a Santa Maria Capua Vetere e alla Basilica di Sant’Angelo in Formis. Questa nuova modalità, che conserveremo per le mete più lontane, si è rivelata una bellissima sorpresa. Ha permesso a tutti di vivere i momenti di visita con maggiore serenità, alternando scoperta e relax, senza lo stress della guida.E, soprattutto, ha favorito lo scambio tra i partecipanti, creando connessioni nuove tra persone che prima non si conoscevano. È bastato un tragitto insieme, una chiacchierata, una risata condivisa… e qualcosa si è acceso. Il nostro "pezzo forte", Di Food in Tour, resta il cuore pulsante del CTG Picentia: è il modulo da cui siamo partiti e con cui abbiamo raccontato, camminando e gustando, il nostro meraviglioso territorio.Ma in questi mesi hanno ritrovato spazio e dignità anche altri moduli, che i soci – vecchi e nuovi – hanno accolto con entusiasmo: 🌿 Tra Terra e Cielo: un percorso di turismo naturalistico che ci riavvicina alla natura, alla sua forza creatrice, al ritmo lento e armonico del camminare tra sentieri e panorami. 🏛️ A Passi nella Storia: un viaggio tra i luoghi che custodiscono storie antiche, spesso poco conosciute, ma che si intrecciano profondamente con le radici del nostro territorio. E continueremo così: con nuove proposte, alcune che nasceranno dal basso, altre che prenderanno forma nel confronto all’interno del nostro Direttivo.Perché il CTG Picentia è una realtà viva, fatta di esperienze, relazioni e partecipazione. È proprio per questo che voglio proporre ai nostri soci uno spazio di parola, qui su questo sito.Un luogo in cui condividere sensazioni, emozioni, riflessioni, proposte – belle o difficili che siano. Un blog scritto a più voci, perché ogni voce è ricchezza e può far crescere ancora di più il nostro gruppo. Ci riusciremo? Non lo so. Ma credo che questa sia la sfida bella che ci aspetta. E io credo che siamo pronti ad accoglierla. Mina FeliciPresidente CTG Gruppo Picentia
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